PROFILASSI CONTRO LA FILARIOSI CARDIO-POLMONARE

filaria

La filariosi è una malattia parassitaria trasmessa dalle zanzare comuni agli animali domestici come cani e gatti.

La malattia può essere di due tipologie, in base al tipo di parassita: la Dirofilaria immitis causa la filariosi cardiopolmonare, mentre la Dirofilaria repens causa la filariosi cutanea.

Un cane infetto trasporta nel suo cuore la filaria adulta. Le femmine vengono fecondate e rilasciano nel torrente circolatorio le larve, chiamate microfilarie (L1), le quali permangono nel sangue senza potersi evolvere. La zanzara ,pungendo il cane, assume dentro di se le microfilarie L1 che, all’interno della zanzara, mutano in L2 e L3.

A questo punto le L3 si localizzano nell’apparato buccale della zanzara: quando questa punge un cane, rilascia le microfilarie nella pelle. Queste migrano attraverso il derma, si trasformano in L4, arrivano nei capillari e da qui iniziano a viaggiare verso il polmone e il cuore. Dopo 40 giorni diventano L5 e nel giro di 2-5 mesi arrivano al cuore, diventando adulte.

Diffusione della filariosi

prevenzione

 

La filariosi cardiopolmonare colpisce d'estate perchè le larve, per poter mutare ed essere infestanti all’interno delle zanzare, hanno bisogno di una temperatura media di 19 gradi. Il Nord Italia è particolarmente interessato da questa patologia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia Romagna sono tutte zone fortemente a rischio. Tuttavia la malattia si sta diffondendo anche nel Centro Italia, per cui anche in zone come le Marche, l’Umbria, la Toscana, il Lazio cominciano a prendere in considerazione l’idea di proteggere il cane contro questa malattia.

Animali colpiti dalla filaria
Vogliamo ricordare a tutti una cosa importante: il cane è il principale serbatoio di filaria in Italia, ma anche il furetto e il gatto la possono prendere. In queste ultime due specie la malattia è particolarmente grave, in quanto avendo un cuore più piccolo, basta anche un solo parassita adulto per causarne la morte. A onor del vero il gatto è più resistente rispetto al cane e al furetto, per questo la profilassi viene utilizzata solo in zone ad alta concentrazione di filaria, come la zona delle risaie del vercellese o il Veneto, semplicemente perchè qui ci sono più zanzare e aumenta la probabilità di essere morsi. Per quanto riguarda il furetto, invece, la profilassi va fatta esattamente come per il cane.

Sintomi della filaria
La filariosi è una malattia subdola, inizialmente non presenta nessun sintomo. Questo perchè la sintomatologia clinica è provocata dal verme adulto che rovina le pareti del cuore e ci vuole tempo per farlo. I danni sono graduali e progressivi, più facilmente visibili nei cani da lavoro in quanto si può notare inizialmente un calo delle loro prestazioni. La filariosi causa fondamentalmente insufficienza cardiaca, quindi i sintomi saranno ad essa riferiti. Avremo astenia, affaticamente eccessivo, dispnea, difficoltà respiratorie, fino ad arrivare all’edema polmonare, alla tosse cardiaca e al collasso cardiocircolatorio. Talvolta la filariosi nel cane può manifestarsi con emottisi o con sintomi neurologici, incluse crisi convulsive, mancata coordinazione dei movimenti e paresi.

Diagnosi terapia e prevenzione

 

Diagnosi
Come si può ben capire, iniziando in maniera subdola, la diagnosi della filariosi spesso arriva in maniera tardiva: a meno di non fare degli esami di controllo annuali mirati, il proprietario si accorge dei sintomi quando già la malattia è in stadio avanzato. In realtà gli esami andrebbero fatti di routine ogni 1-2 anni nelle zone a rischio, si può attendere due anni se il proprietario fa una profilassi attenta e costante nel periodo pericoloso. Di solito per la diagnosi di filariosi ci si affida a test ematici anticorpali, anche se qualcuno preferisce cercare direttamente le microfilarie al microscopio. Anche se è vero che si tratta di un test immediato e che richiede poco sangue, c’è da considerare una cosa: se sfortuna vuole che il cane malato ha solo filarie maschi o solo filarie femmine nel cuore, ovviamente non ci sarà nessuna fecondazione e non ci saranno microfilarie in circolo, provocando così un falso negativo.

Terapia
Più che fornirvi i nomi dei farmaci comunemente utilizzati nella terapia della filariosi, vogliamo fare solamente qualche considerazione in generale. Questo perchè la terapia della filaria del cane è alquanto complessa e va adattata ad ogni singolo caso, valutando bene grado di infestazione, età del cane, danni subiti dal cuore e stato di salute generale del paziente: sarà il veterinario a stabilire quale cura sia la migliore. Partiamo dal presupposto che la filaria è meglio prevenirla che curarla: questo perchè la cura è particolarmente dolorosa e pericolosa. La terapia base prevede l’iniezione dei muscoli della groppa di un farmaco derivato dall’arsenico, l’unico in grado di uccidere subito le filarie adulte nel cuore: peccato che sia una terapia dolorosa (pensate che il farmaco è così potente da causare necrosi del muscolo in cui viene iniettato) e potenzialmente pericolosa. Pensate: le filarie adulte muoiono, ma che fine fanno i loro corpi? Vanno nel torrente circolatorio dove, se ci va bene, vengono riassorbite, ma se ci va male causano emboli potenzialmente fatali. Per questo motivo a questa terapia si associa una terapia anticoagulante, che va attentamente monitorata. Alternative a questa terapia sono state studiate tramite la somministazione mensile per tempi prolungati dei farmaci normalmente utilizzati per la profilassi: sarà il veterinario a stabilire quale rischio sia preferibile correre.

Prevenzione
Veniamo ora ad un argomento fondamentale per quanto riguarda la filaria del cane: la profilassi. Fortunatamente c’è una prevenzione che funziona egregiamente, perchè non usarla? Si tratta di somministrare al cane delle molecole particolari capaci di uccidere le microfilarie in circolo prima che arrivino al cuore e si trasformino in filarie adulte: in questo modo, anche se il cane viene punto, ha in circolo la medicina che potrà uccidere le larve. Ci sono diverse formulazioni da somministrare al cane (ce ne sono anche alcune specifiche per il gatto e il furetto): compresse o tavoletteappetibili (a seconda del tipo acquistato, potranno anche sverminare il cane oltre a proteggerlo dalla filaria), prodotti spot on da applicare sulla nuca (anche qui, a seconda del prodotto acquistato avremo spot on che fanno la filaria, ma anche gli acari delle orecchie, la rogna, le zecche, i vermi intestinali e quelli polmonari), iniezione che dura sei mesi (questa però protegge solo per la filaria, non fa i parassiti intestinali, è decisamente più cara rispetto alle compresse ed è sconsigliato l’uso in cani allergici o con problemi epatici e renali). Anche qui sarete voi, insieme al vostro veterinario, a stabilire quale tipo di profilassi sia più adatta per il vostro cane.
Vogliamo spendere ancora due parole su alcuni aspetti legati alla prevenzione della filariosi. La prima considerazione riguarda il fatto che di solito si tende ad iniziare la prevenzione per la filaria presto e terminarla precocemente: tecnicamente è sbagliato perchè soprattutto le compresse sono retroattive, agiscono sulle microfilarie potenzialmente inoculate nei mesi precedenti. Per cui meglio iniziare la profilassi a maggio-giugno (a seconda delle temperature della zona) e terminarla a novembre, in modo da essere sicuri di uccidere anche le larve di settembre-ottobre. La seconda considerazione, di ordine pratico, riguarda l’errata convinzione che applicare prodotti repellenti contro zanzare e moscerini, serva a prevenire la filaria: niente di più sbagliato. O meglio: io applico un repellente per tenere lontane le zanzare, ma siete sicuri al 100% che nessuna zanzara pungerà mai il cane? Quando voi vi mettete l’Autan, nessuna zanzara vi punge mai? I repellenti aiutano solamente a tenere lontane le zanzare, ma non sono in grado di agire contro le microfilarie se il cane viene punto lo stesso.

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